Quando negli anni ’70 studiavo medicina, il ricordo della seconda guerra mondiale era  recente. Spesso quando con mio padre percorrevo il litorale tirrenico, ero affascinato dai bunker costruiti dai tedeschi. Erano piccole costruzioni di cemento armato progettate per resistere ai cannoneggiamenti navali. Mio padre mi spiegava che il bunker sarebbe stato sbriciolato solo se era colpito in pieno, ma per centrare quella piccola costruzione era necessario un bombardamento a tappeto. In altre parole tutta l’area bombardata sarebbe stata rasa al suolo. Pochi anni prima quando avevo dieci anni, giocavo a Montalcino tra le buche di un bombardamento che avrebbe dovuto centrare la casa dove ora vivo. Nel raggio di un chilometro i campi erano un colabrodo,  centinaia di buche, ma il podere non fu centrato.

Negli anni ’80 lavoravo nella radioterapia e la Bomba al Cobalto era collocata in un Bunker con le pareti spesse un metro nei sotterranei dell’Ospedale Santa Maria della Scala a Siena. Tutto l’Istituto di Radiologia era un susseguirsi di Bunker per evitare le fuoriuscite delle radiazioni. A quei tempi i Radioterapisti eseguivano le chemioterapie e gli antiblastici erano paragonali ai proiettili di un cannoneggiamento. A quei tempi non esistevano i droni che permettevano di centrare il bersaglio e tutti i medici sapevano che prima di centrare il tumore, gli antiblastici avrebbero colpito indistintamente tutto ciò che era intorno. Solo una piccola percentuale del medicinale avrebbe colpito il tumore e non era possibile aumentare la dose per gli effetti tossici.

bunker

I primi antiblastici, tutti lo sanno, nacquero dalle armi chimiche della prima guerra mondiale. In Germania inventarono il gas Iprite e gli americani finita la guerra la Mostarda azotata, cioè il primo farmaco contro il cancro. La differenza tra l’iprite (gas tossico) e la mostarda azotata consiste nella sostituzione della molecola di zolfo con l’azoto, il primo gassoso, il secondo liquido. Nel 1993 in America e in Europa erano commercializzati i figli della mostarda azotata: bleomicina, vincristina dacarbazina, ciclofosfamide, doxorubicina, actinomicina, adriamicina, mitoxantrone, etopodide, VP16 e VM26. Molti di questi farmaci sono tuttora utilizzati nei protocolli antiblastici che, come in tempo di guerra, distruggono tutto compreso il cancro, ma a condizione di centrarlo. Il danno alle cellule sane si chiama tossicità e quando il cancro, come il bunker, non è centrato, si parla di resistenza tumorale.

La ricerca medica è progredita con le “bombe intelligenti” degli anticorpi monoclonali. Ormai non si contano più, ce ne sono di tutti i tipi, sono costruiti per colpire uno specifico elemento della cellula maligna. Usano la tecnica dei droni. Costano molto di più, ma hanno il vantaggio di colpire con precisione il loro bersaglio. Peccato che in settanta anni di progresso la ricerca medica utilizza sempre la stessa tecnica di guerra. Il bunker viene centrato, ma non è mai da solo. La tossicità esiste sempre, il che significa che i cannoni hanno sistemi di puntamento migliori, ma la bomba dell’anticorpo monoclonale, “bomba è e bomba rimane”.

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