Una cara amica, giornalista di Milano, definisce il cancro “Il bambino ribelle”. E’ un’interpretazione fantasiosa che di certo vede il coinvolgimento della psiche. All’interno del proprio corpo, la formazione maligna assume le sembianze di un bambino capriccioso e violento che, come un corpo estraneo, va rieducato e riportato all’ordine. Questa è un’interpretazione semplificata delle “Cinque leggi germaniche” ideate dal famigerato dottor Ryke Hamer. Senza togliere nulla a questa interpretazione alla cui base c’è la psicosomatica, personalmente interpreto il cancro non un bambino ribelle ma un delinquente. Fin dal suo nascere il cancro, come direbbe il dott. Cesare Lombroso, è un delinquente nato. Se tralasciamo le cause che hanno portato a questa nascita e affrontiamo invece l’aspetto secondo i principi economici di Carlo Maria Cipolla, il cancro è una entità che determina un danno agli altri per suo esclusivo interesse. Il suo sviluppo altera il funzionamento degli organi vitali e disprezza le regole delle cellule sane. Il cancro possiede tutte le caratteristiche del delinquente perché la sua attività crea vantaggi solo alle sue azioni malefiche creando intorno a se terra bruciata e morte. Il delinquente, da un punto di vista economico, convoglia verso di se le energie per interesse e non ha alcun rispetto per chi lo ospita, anzi, come si diceva a Siena, sputa nel piatto in cui mangia. Le estreme attività egoistiche richiedono una reazione adeguata e tutto deve essere fatto prima che i danni alla comunità siano irreversibili. Per i delinquenti di questo tipo la pena di morte è giustificata. Sfortunatamente la comunità delle cellule si accorge di lui quando è troppo tardi.

Il cancro deve essere trattato non un bambino ribelle, ma come un delinquente sin dal suo nascere. Lombroso oggi, conoscendo l’ambiente in cui si originano i delinquenti, attuerebbe un’azione preventiva di repressione. Carlo Maria Cipolla completerebbe le modalità di azione mettendo sotto stretta osservazione le cellule che cominciano ad arricchirsi in modo eccessivo. Si sa che il potere e i soldi per un ricco, non sono mai sufficienti. Il cancro può essere prevenuto con l’attento ed equilibrato controllo delle risorse economiche. L’ingordigia del cancro è ben conosciuta. Zuccheri e proteine nobili sono la sua energia e i suoi mattoni. L’espansione all’interno del corpo è possibile, solo quando l’abbondanza di cibi e di sostanze chimiche artificiali si combina provocando facili guadagni a cellule deviate “psicologicamente”.

In questo senso, invece di mettere il “bambino ribelle” nell’istituto di rieducazione, è meglio intervenire precocemente con un’azione di prevenzione, anziché pensare di rimettere in auge la pena di morte. Quando il tessuto sociale all’interno di una comunità è equilibrato, armonico e giusto, significa che si sta operando in modo “intelligente”. Prevenire lo sviluppo del cancro, come dei delinquenti, è la strada più sicura per i sistemi di comunità.

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