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Qui illustro il mio sistema alimentare che e’ entrato nel quarto anno di sperimentazione.

Metodo del dottor Mirco Bindi veganista.

I motivi che permesso il cambio drastico della mia alimentazione sono stati:

  1. L’apprendimentoche i cibi senza nutrienti, senza fibre, ad alto contenuto calorico, snaturati e trasformati da falsi cuochi dalle mani salate, era deleterio per la mia salute,
  2. La consapevolezzascientifica che la grande quantità di prodotti animali nell’alimentazione moderna, sbandierata come cibo nobile del progresso, è ormai dimostrata essere la causa delle malattie generative,
  3. La convinzione di una “concatenazione degenerativa” che unisce il diabete, l’obesità, l’ictus. l’infarto, il cancro, la sclerosi multipla, la demenza senile, il Parkinson per finire all’Alzheimer. A seconda dell punto sfortunato di una persona inizia il ciclo di morte. Tutto parte dall’eccessiva quantità di proteine animali, sale e zuccheri raffinati che stimolano l’ormone della crescita e i fattori della trasformazione cancerosa (GH, IGF-1/TOR, S6K e RAS, PKA, Valter Longo2016),
  4. Il rifiuto della moda alimentare dove cuochi e industriali, per soddisfare il gusto delle persone e mettersi in tasca i soldi, usano e combinano cibi raffinati, sale, zucchero, sostanze chimiche, tecniche di lavorazioni che annullano la protezione difensiva dei cibi vegetali ed inducono uno stato infiammatorio cronico cellulare subclinico.
  5. La spudoratezza criminale di chi è coinvolto nella catena alimentare, dall’agricoltura per finire negli ospedali, che demonizza i dati degli organi scientifici (IARC INTERNATIONAL AGENCY FOR RESERCH OF CANCER, https://www.iarc.fr/index.php) sui carcerogeni venduti con il cibo.
  6. La contaminazione ubiquitaria di sostanze chimiche innaturali nell’aria, nell’acqua, nella terra e nel cibo, ha inquinato l’ambiente di vita in modo drastico negli ultimi 150 anni con la complicità dell’industria che continua a produrre e diffondere sostanze velenose come il DDT, l’Amianto, il Glifosate senza parlae delle scorie radioattive.

La domanda era semplice. Come posso destreggiarmi, io ignorante in alimentazione, attraverso la giungla moderna per salvaguardare la mia salute? Qui descrivo la esperienza personale acquisita verificando sulla mia pelle le ricerche di ricercatori taggati come “eretici bufaliani” dalla scienza ufficiale.  Qui cercherò’ di farvi capire ciò che ho assimilato. I principi del mio stile alimentare sono semplici, non serve pagare un professionista della salute. Basta andare al mercato ortofrutticolo più vicino a casa propria.  In questo caso sono allievo di Franco Berrino: i grandi supermercati con corsie immense venderebbero solo il 5% dei prodotti, se tutti fossero veganisti. Chi specula sulla salute della gente con una propaganda martellante ha il mio giudizio chiaro e puntuale, ma siccome non posso cambiare il mondo che va in una direzione non condivisa, ho preferito cambiare me stesso e salutare tutti costoro con il gesto dell’ombrello.

Il medico americano Joel Fuhrman racconta nel suo libro “Eat to Live” come ha riportato alla vita, persone sopra 150 kg. Lui ha inventato la parola “nutritariano”. Per me non suonava bene così mi sono definito “veganista“. Coloro che si impegnano in questo percorso sappiano che troveranno i cambiamenti della propria salute già dopo 6 settimane. Dopo tre mesi i parametri medici cominceranno a migliorare, ma, siccome il cibo non funziona come una medicina, solo la persona paziente e perseverante scoprirà la fonte della vita nel proprio corpo.

Il cibo vegetale ed integrale avvicina la persona alla sua natura. Tutti i miei disturbi, mal di testa, costipazione, cattiva digestione, affanno a salire le scale, ipomobilità articolare, disturbi urinari, influenze sono scomparsi o ridotti. Le medicine che usavo sono finite nel cesso.  Il mio corpo è rimasto nudo, senza pinguedine. Da persona scettica sono passato a persona consapevole. Non mi aspetto niente dal futuro, ma so che non ho paura.

Un discorso specifico lo meritano le persone che soffrono per un cancro. Questa malattia non è un’influenza! Pensate a coloro che hanno un tumore primitivo al cervello. Credete che costoro possano guarire con una aspirina, qualche bruciatura, una spruzzata di una chemioterapia o qualche  chilo di carota e due mele? Il cibo non funziona come una pasticca, il cibo riesce a togliere lo stato infiammatorio cronico causato da anni di alimentazione incongrua, ma per ottenere il riequilibrio metabolico bisogna mettere sul piatto della bilancia il tempo trascorso. Cio’ comporta che spesso il cibo ha bisogno di acceleratori, ma se una persona non decide fermamente di diventare un “veganista” corre il rischio di fare un buco nell’acqua.

1) CIBO CRUDO (incluse le insalate)

I cibi vegetali crudi possono essere mangiati in quantita’ illimitata. E’ bene sapere che avendo un effetto calorico negativo piu’ ne mangi piu’ diminuisce il grasso accumulato nel corpo. I cibi crudi hanno un transito maggiore nel tratto intestinale, hanno una bassa influenza sulla risposta glucosio-insulina e rispetto agli stessi vegetali cotti accelerano lo smaltimento dei grassi. Sono il massimo rifornitore di micro e macronutrienti allo stato naturale. Le porzioni usuali dei cibi vegetali di solito contengono meno di 100 calorie, il loro volume ingerito causa sazieta’ e permettono di mantenere la silhouette del corpo tipica delle persone asciutte.

2) VERDURE COTTE VERDI E COLORATE

E’ possibile mangiare tutta la quantita’ desiderata di verdure verdi cotte al vapore o appena scottate al forno o in padella. il vapore rispetto a tutte le altre tecniche preserva i nutrienti termolabili fino al 70%. Piu’ il colore verde e’ intenso, maggiore e’ la quantita’ di clorofilla cioe’ l’analogo della emoglobina. Le foglie dei cavoli, delle carote, del sedano e tutto cio’ che e’ scartato dai fruttivendoli ignoranti sono un’ottima fonte di nutrienti e fibre sia cotte che crude nei frullati e nei succhi. L’unico accorgimento e’ di mangiare solo la quantita’ confortevole di cibo.

3) FAGIOLI E LEGUMI

Rappresentano uno dei cibi piu’ perfetti al mondo per la completezza di nutrienti.  Servono a stabilizzare lo zucchero nel sangue, diminuiscono il desiderio di sostanze dolci e prevengono la voglia di uno spuntino pomeridiano. Le piccole porzioni sono utili, mentre grandi porzioni sono sconsigliate nel cancro per l’elevata quantita di proteine. La presenza di fibre solubili e insolubili, cioe’ amido altamente resistente alla digestione, da un buon contributo all’apparato intestinale e allo sviluppo del microbiota. Durante la digestione l’amido resistente dei legumi, fagioli, ceci, piselli, lenticchie e patate,  passa attraverso il piccolo intestino senza essere digerito; queste catene amidacee sono classificate da alcuni ricercatori come il terzo tipo di fibre. Il beneficio e’ di prevenire la costipazione e mantenere un basso livello di zucchero nel sangue. Riducono il rischio di diabete e di cancro al colon.

I legumi e le patate sono una importante variabile nel promuovere la longevita’. Numerosi studi epidemiologici mostrano che il loro uso continuativo e’ sempre presente nelle diete delle popolazioni longeve. Se questo tipo di alimentazione rappresenta un assicurazione per la vita per le persone sane, i malati oncologici di controparte devono ridurre la quantita. Fagioli e legumi non vanno utilizzati piu’ di due o tre volte la settimana; meglio che siano utilizzati non non come piatto a parte, ma come condimento per insaporire pasta, riso, insalate e altri piatti.

4) FRUTTA FRESCA

La frutta fresca va mangiata tutti i giorni non meno di quattro, cinque pezzi. Quello che bisogna imparare a conoscere sono le combinazioni per esaltare sapori ed evitare conflittualita’. Per esempio le mele e gli aranci possono essere aggiunti all’insalata. Le clementine danno un senzo di ripienezza se aggiunte alle insalate verdi, mentre gli ananas sono buoni insieme a vegetali e possono essere cucinati insieme a pomodori e vari vegetali. Gli aranci e i mandarini come pure i pompelmi mal si combinano nei frullati verdi e nei succhi ottenuti con l’estrattore.  Mangiare la frutta cruda nella sua interezza con buccia e semi tonifica la masticazione e produce enzimi digestivi fondamentali per la preparazione dei nutrienti. La differentra tra una frutta cruda a morsi, l’uso del frullatore o dell’estrattore per fare un succo consiste nella quantita’ ingerita che passa da poche decine di grammi nella frutta intera ai due chilogrammi nei succhi. Anche il tempo per la preparazione aumenta tra il frutto a morsi e quello liberato dalle fibre con l’estrattore. Il limone con la sua buccia e i semi e’ utilissimo nei frullati e nei succhi in associazione allo zenzero. Le verdure verdi (40%) combinate con la frutta (60%) sono state definite “trafusioni di sangue verde per bocca”.

I frutti esotici sono interessanti  per rompere la monotonia, ma deve sempre essere data priorita’ alla stagionalita’ e ai prodotti locali. Le banane che hanno invaso l’Italia pur essendo molto buone e ipercaloriche provengono da paesi che irrorano con DDT, o simili, i campi con gli aerei. Sono analoghe al pesce pieno di piombo.

5) VEGETALI AMIDACEI E GRANI INTEGRALI

Queste due categorie di cibi sono insieme perche’ possono essere colpevoli dell’accumulo di grasso. La tendenza al sovrapeso in tutte le eta’ e’ all’origine di svariate degenerazioni cellulari. La loro potenziale pericolosita’ dipende dalla elevata percentuale (fino al  45%) di polisaccaridi complessi. Sono cibi pesanti ceci, piselli, fagioli, lenticchie anche per la presenza di proteine, la percentuale amidacea nelle patate varia dal 15 al 25% e diminuiste nel mais, carciofi, zucca, ravanello, cavolfiore, capesante, sedano, rafano, prezzemolo.

Le verdure non amidacee sono cavolini di Bruxelles, lattuga, cipolle, porri, cetrioli, rucola, aneto, prezzemolo, zucchine, pepe, asparagi, spinaci, fagioli, piselli. Ci sono anche verdure intermedie, moderatamente ricche di amido, come barbabietole, carote, melanzane, zucchine, rape, soia. Queste, in quantità moderate, possono essere combinate con il primo e il secondo gruppo e sono molto digeribili.

Le lunghe catene di amido sono trasformate in zucchero che, se non bruciato, si accumula come grasso. I cibi che lo contengono sono caloricamente densi rispetto ai vegetali non amidacei. Molte persone onnivore non sanno di fare un atto di autolesionismo tutte le volte che combinano un pezzo di carne con le patate. La carne richiede un ph acido e grandi quantita’ di acido cloridrico nello stomaco, mentre le patate sono digerite in ambiente alcalino. Per questo motivo cucinare vegetali amidacei insieme alla pasta deve essere limitato al massimo.

I grani integrali oltre il frumento sono l’orzo, il grano saraceno, il miglio, l’avena, la quinoa e il riso marrone. Tutti i frumenti integrali sono diventati in Italia una rarita’ perche sostituiti da semi OGM, cioe’ modificati geneticamente. Le grandi marche di pasta sottopongono la pasta ad una cottura con 110-115 gradi per poter affermare che “non scuoce”, ma in pratica vendono un prodotto cristallizato.

Si consiglia di mettere i semi ammollo per almeno 24 ore prima di cucinarli perche’ si aumenta il valore nutrizionale. L’ammollo induce una iniziale attivazione della germinazione non visibile, ma ben documentato scientificamente per l’aumento dei nutriuenti e la presenza di chemio fenoli arrivi contro il cancro.

6) NOCI, FRUTTA A GUSCIO E SEMI

Molte calorie sono contenute in pochi grammi, basta mangiare una piccola quantita’ sotto 30 grammi di noci e semi con regolarita’ per acquisire importanti nutrienti e soprattutto grassi saturi non modificati. Si aggiungono nelle insalate, durante le colazioni, negli intervalli dei pasti o alla fine. Si combinano bene con frutti, spezie e succhi di pomodoro, sedano e carote. Sarebbe bene mangiare crude le noci e i semi in quanto i processi di cottura alterano i loro grassi benefici. L’industria malevola li confeziona spesso utilizzando olio idrogenato o grassi transgenici oltre al dannoso sodio in grande quantita’. Questi prodotti confezionati sono da abolire. Se possibile e’ bene procurarsi i semi naturali e tostarli in casa per aumentare il sapore. La dose da non superare al giorno e’ importante: 2 o 3 noci, 3 o 4 mandorle, 4 o 5 nocciole, qualche pistacchio e da 2 a 3 anacardi. I semi che integrano la dieta sono: lino, chia, canapa, sesamo nero.

7) SPEZIE E CONDIMENTI

Tutte le spezie e le erbe vanno utilizzate eccetto il sale. Anche la mostarda e i sotto aceti vanno bene come i sotto olio purche’ sia assente il sale e l’olio sia di buona qualita’. Il ketchup puo’ essere fatto in casa con la salsa di pomodoro, aglio e cipolla. Il pepe, il peperoncino e la curcuma devono esssere utilizzati quotidianamente insieme all’aceto balsamico. Cipolle e aglio sono parte fondamentale nel insaporire i piatti in modo naturale. Le alghe non devono essere dimenticate stando attenti che quelle marine sono salate.

8) L’ACQUA

Il corpo umano come pure i vegetali sono formati prevalentemente di acqua. Imporante e’ bere per attivare la depurazione renale. L’acqua va bevuta lontano dai pasti, almeno 20 minuti. In tale modo quando si inizia a mangiare la salivazione e’ fluida ed impasta bene il boccone amalgamandolo con gli enzimi digestivi. Il succo gastrico in questo modo non viene diluito e la sua densita’ scompone a dovere i cibi. Piccoli sorsi durante il pasto servono a pulire la bocca liberando i dotti salivari e ripristinando i sapori. Un grande bicchiere di acqua apre la giornata appena svegli e dopo le 19,00 l’acqua e’ minima per dare spazio alla attivita’ renale.

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